Dr.  Benemeglio Enrico
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                                ANSIA

Etimologicamente la parola ansia significa " senso di oppressione" e questa è la sensazione  principale provata dall'ansioso; altri sintomi sono nervosismo, apprensione eccessiva verso se stessi o verso gli altri, insonnia, facilità al pianto, paure, palpitazioni, debolezza e tremori.
La persona ansiosa vive costantemente lo stato d'animo come se qualcosa di catastrofico e di dannoso debba capitargli da un momento all'altro.
Di conseguenza tende ad  adottare una serie di misure preventive attribuendo ora a quella persona ora a quella cosa, ora al lavoro, ora all'amore ecc.. l'origine del suo malessere, sfuggendogli sovente che l'origine del problema è principalmente dentro di se.

                                              ORIGINI

Alcuni vivono l'ansia come il pensiero che una minaccia pregiudichi in minore o maggior misura" i punti di appoggio"di un individuo essenziali per la sua sicurezza affettiva.
Altri autori definiscono l'ansia come la condizione che può comparire come un 
disagio che nasce quando si incontra ( o si prevede di incontrare) la
disapprovazione di persone per noi importanti e, in taluni casi, anche di persone qualsiasi.
Nelle sue prime formulazioni, Sigmund Freud considerò l'ansia come una
conseguenza di tensioni emotive inespresse, di conflitti interiori e di aspettative perennemente frustrate.
Egli riteneva che le cause dell'ansia fossero da ricercare in desideri, pulsioni e angoli della personalità tenuti nascosti in quanto ritenuti probabili cause di  conflitti sociali o  famigliari o inconsci e quindi rimossi e negati ma comunque 
rigeneranti ansia e angosce.
                

 
 

                      ANSIA NORMALE O POSITIVA
 

L'ansia talvolta si può considerare un segnale di pericolo positivo; si parla allora di " reazioni di ansia adeguate" obiettivamente connesse ad un pericolo improvviso o preventivato ( esami,colloqui importanti, paura sensata del giudizio..etc ) In questo caso l'ansia è obiettiva e motivata.
 
                    

               ANSIA PATOLOGICA E NEGATIVA
 

L'ansia patologica viene percepita invece come " aspettativa costante di minaccia e di paure immotivate, provenienti, probabilmente, da impulsi e conflitti interiori esternabili tramite una o più regressioni ipnotiche.
Le crisi d'ansia  insorgono in situazioni non comprensibili all'occhio della gente. 
  
Tutti gli accertamenti a carattere scientifico confluiscono nella constatazione che l'ansia può svolgere una funzione centrale in quasi tutte le nevrosi. E' presente abbondantemente in coloro che soffrono di improvvisi
Attacchi di Panico e della paura costante che possano ripresentarsi, di Fobie, di Insicurezza ,  di Bulimia  ( irrefrenabile voglia di abbuffate e PsicoDipendenza dal cibo), di Disturbi Ossessivi e  psicosomatici.
Inoltre l'ansia può essere responsabile del non riuscire a Dimagrire
, di Insonnia, Eiaculatio Precox, Anorgasmia femminile e altri disturbi ancora. 

                                         

          IL  DISTURBO DI PERSONALITA' EVITANTE
                               

Le persone con questo disturbo della personalità sono talmente impacciate e timorose delle difficoltà, da evitare, se possono, la vicinanza e il contatto verbale con gli altri, anche se dentro di loro desiderano ardentemente allacciare nuovi rapporti e legami di amicizia.
Vorrebbero insomma godere di rapporti interpersonali ma la bassa autostima di se, il carattere ipersensibile e il timore di essere respinti li trattengono dal rivolgersi agli altri in modo sereno e accattivante.
Timidi in quasi tutte le situazioni pubbliche, gli individui evitanti sono sospettosi di qualsiasi novità e diversità. Per non dire qualcosa che possa suonare sciocco e inappropriato,limitano i loro interventi all'essenziale.

Alcuni si preoccupano che segnali di imbarazzo quali rossore, voce emotiva, scarsa concentazione ecc. possano far accorgere gli altri del loro problema di insicurezza e timidezza: questo può creare loro ansia e imbarazzo.
I soggetti evitanti, uomini e donne, restano così di solito aggrappati a una vita di routine ben definita.

             

              SI TRATTA DI DISTURBO DI PERSONALITA' EVITANTE ?

       Alcuni manuali danno questi parametri per valutare se si ha un disturbo di
        personalità evitante:
 

  • Difficoltà ad entrare in relazione con altre persone a meno che non si abbia
       la certezza di essere accettati.

 

  • Tendenza a divenire ansiosi in attività di lavoro che implichino significativi 
    contatti interpersonali per la paura di critiche, di disapprovazione o di rifiuto

 

  • Discrete difficoltà ansiose nel relazionarsi, anche solo verbalmente, con persone
    dell'altro sesso

  • Comportamento inibito nelle situazioni nuove a causa di una sensazione di
     inadeguatezza.
                       

  • Frequente sensazione, dopo aver avuto contatti sociali, di essere risultati insufficienti privi di un adeguato fascino personale, inferiori ad altre persone del
    gruppo.